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“Vino e Anfore: il ritorno all’argilla”al Simei

Durante il “Salone internazionale macchine per enologia e imbottigliamento” di Unione italiana vini (Uiv), svoltosi a Milano dal 15 al 18 novembre 2022, l’anfora è stata protagonista del Convegno “VINO E ANFORE: IL RITORNO ALL’ARGILLA”.

Leggiamo come prefazione al convegno sul sito del Simei: -Quasi abbandonato da secoli, il ritorno dell’anfora in cantina non sembra essere un fenomeno passeggero esiste anzi la consapevolezza che questo antico contenitore possa dimostrare la sua modernità e duttilità enologica. Offre un ottimo isolamento termico ai fini della conservazione del vino, garantisce una buona ossigenazione senza cedere aromi o tannini. L’utilizzo della terracotta nella fase di vinificazione e affinamento non è tuttavia un passaggio scontato; come dimostrato da diverse prove, non tutti i vitigni si comportano allo stesso modo. Questa “modernità antica” per poter essere applicata oggi in cantina necessita di una verifica preliminare che tenga conto delle caratteristiche delle uve, del “terroir” e in fin dei conti della tipologia di vino cui si vuole tendere; di conseguenza, la terracotta può diventare un valido strumento per diversificare e personalizzare il prodotto finito.-

Considerando che il tema del salone di quest’anno è stato la sostenibilità, l’anfora come contenitore e tecnica di vinificazione ha avuto una parte privilegiata. Al convegno il professore Attilio Scienza, docente universitario e tra i maggiori esperti mondiali di viticoltura, ha parlato della storia di questa antica tecnica, e come l’anfora abbia rappresentato, con la sua forma e pure con delle incisioni, un primo strumento di marketing rivelando la provenienza del prodotto. Tra gli imprenditori, a portare la sua testimonianza una cliente storica di Artenova, Elena Casadei che ormai da tempo ha puntato molto su questa tecnica. Elena ha esaltato le proprietà di questo contenitore che da anni utilizza per i suoi vini “L’anfora rappresenta il ritorno alla terra dopo il lavoro in cantina… è come una cassa acustica: fa risuonare la qualità delle uve che ci mettiamo dentro”. A testimonianza del trend positivo e in ascesa del ritorno all’argilla, Lorenzo Ruggeri, international editor di Gambero Rosso, ha ribadito: “Si tratta di un fenomeno dal futuro roseo, in particolare perché sfrutta una dinamica di comunicazione orizzontale che coinvolge da un lato i giovani produttori, molto interessati alla ricerca delle potenzialità di questa pratica di vinificazione, e dall’altro i giovani consumatori, che rispondono con interesse. Un trend che osserviamo anche giornalisticamente: al Gambero Rosso ne riceviamo ogni settimana uno nuovo da campionare”.

Anfore di Artenova, Impruneta
La Terracotta e il Vino